Una notte d'estate


Festival - Una notte d'estate.
Ore 21:15, Piazza San Matteo, Genova
Harald Mueller - La zattera dei morti

Una favola post-atomica e distopica, giocata su diversi registri linguistici: quattro esseri umani, tre uomini e una donna, si incontrano nella Germania del 2050, ormai distrutta da catastrofi ambientali e guerre nucleari. Decidono di mettersi in viaggio, su una zattera, per discendere il fiume Reno e raggiungere Xanten, città neutronizzata quarant’anni prima (ovvero oggi), e perciò “Toxi-clean e Body-empty”. Sembra restare poco di umano in quelle quattro figure, almeno all’inizio di questa vicenda, se non l’istinto di esseri umani arcaici, il senso d’angoscia e il loro linguaggio: ognuno cerca di sfuggire alla paura proprio con un particolare atteggiamento linguistico.

Racconta la regista, Daniela Ardini: «Lentamente avviene un avvicinamento esistenziale fra i quattro personaggi che è anche e soprattutto un avvicinamento linguistico. La zattera dei morti è pervasa di umori grotteschi e di un senso di attesa assoluzione: non la città di Xanten reale o come topos utopico, ma il ritrovamento di Xanten in sé stessi costituisce la conclusione “positiva” del dramma. Il testo ha molti temi portanti: le conseguenze della crisi ambientale, la paura della vita e della morte, la solidarietà come recupero dei valori umani, il contrasto generazionale… Tutto trasmesso in una forma moderna, provocatoria, e molto divertente».

L’autore, Harald Mueller, nato nel 1934 – spiega la dramaturga Michaela Bürger-Koftis – ha fatto i più svariati lavori prima di diventare drammaturgo e scrittore. Poco frequentato in Italia, Mueller debutta, nel 1970, con 

Großer Wolf

 ma ottiene riconoscimenti mondiali con le commedie Stille Nacht (74) e appunto con La zattera dei Morti, del 1986, che vanta numerosi allestimenti e la traduzione in dodici lingue.